Turismo enogastronomico in Italia: a che punto siamo?

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Il turismo enogastronomico è un segmento che fa sempre più gola agli operatori in Italia; non soltanto un trend importante ma un valore aggiunto dell’offerta turistica italiana ampiamente apprezzato dai turisti incoming e nazionali per la sua qualità e pregio.

Ma a che punto siamo in Italia sul settore del turismo enogastronomico?

Turismo enogastronomico: gli ultimi dati

Secondo quanto riportato dal Sole24Ore, quello del turismo enogastronomico è un mercato che ha raddoppiato le cifre in Italia nell’ultimo anno. Secondo Isnart-Unioncamere, che ha presentato a Bari recentemente il rapporto completo con i dati sullo stato del settore, emerge che:

  • Si sono registrate oltre 110 milioni di presenze nel 2017, il doppio rispetto al 2016, motivate proprio dal turismo enogastronomico
  • La spesa per attività legate al comparto ha superato i 10 miliardi
  • L’impatto economico supera i 12 miliardi (raggiungendo il 15,1% del totale turismo) per le spese dei turisti stranieri legate all’agroalimentare.
  • Il settore vede un 43% di presenze da parte dei turisti italiani (circa 47 milioni) e un 57% di presenze da parte di turisti stranieri (che hanno raggiunto circa 63 milioni di presenze)

Il boom dell’Italia come meta per il turismo enogastronomico

La conferma del successo crescente dell’offerta di turismo enogastronomico italiana arriva anche da TripAdvisor: ” l’Italia è il paradiso dei buongustai e, più in generale, di tutti quelli che associano un’esperienza di viaggio alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche del nostro territorio” riporta TTG Italia,
Nella top ten mondiale stilata dalla piattaforma per recensioni più nota al modo, l’Italia guadagna il primo posto in classifica con Roma e Firenze sul podio e Venezia al settimo posto. Tra le esperienze più popolari sul portale vi sono la lezione di cucina e pranzo in un casolare toscano con tour del mercato locale e il tour gastronomico al tramonto nel quartiere Prati di Roma. Da notare che TripAdvisor ha registrato un aumento del 60% nella spesa per esperienze legate al turismo enogastronomico, confermando l’ascesa del segmento nel comparto turistico.
D’altra parte sembrano esserci forti differenze nell’approccio al prodotto locale e lo si può notare dalla divergenza registrata tra i prodotti locali che vengono degustati e quelli, invece, acquistati, come riportato dal Sole24Ore. Tra le regioni in cui quello tra prodotti acquistati e degustati si fa binomio vincente troviamo il nord della Puglia, Trentino Alto adige, sud della Calabria, nord della Sardegna.

Fonte: Sole24Ore, Aprile 2018

L’enogastronomia: una motivazione primaria del viaggio

Tra gli elementi più interessanti che emergono dal rapporto di Isnart-Unioncamere è il cambiamento nel modo di vivere l’esperienza turistica: il viaggiatore non soltanto dà valore all’esperienza enogastronomica nel viaggio che ha organizzato rendendola una componente imprescindibile ma decide di partire allo scopo primario di vivere l’offerta di turismo esperienziale enogastronomico in Italia.

Turismo enogastronomico e gli Italiani

La qualità dell’offerta di cibo e bevande e del servizio sono ampiamente apprezzate sia dai turisti stranieri che italiani. Davvero interessanti i risultati presentati dal “Primo Rapporto sul turismo enogastronomico italiano“, riportato da La Stampa e presentato a Milano quest’anno, secondo cui gli italiani all’estero manifestano sempre un peculiare interesse verso l’offerta enogastronomica locale. Se da una parte alla componente della cucina italiana non si rinuncia mai totalmente nemmeno all’estero, gli italiani tendono a ricercare ristoranti tipici, visitare il mercato per acquistare i prodotti locali o ad assaporare le prelibatezze del paese facendo acquisti per strada dai cosiddetti “food truck”. L’attenzione per la qualità del cibo, oltre alla varietà non manca di certo: sostenibilità, origine qualificata dei prodotti e il fatto che il prodotto sia biologico o meno pesa nelle scelte di acquisto delle esperienze turistiche enogastronomiche degli italiani.

Fonte: La Stampa, Gennaio 2018

Roberta Garibaldi, esperta di turismo enogastronomico che ha coordinato l’Osservatorio e ha promosso la ricerca, ci ha donato una sintesi del profilo del turista enogastronomico italiano del tutto interessante: di cultura elevata, con propensione maggiore alla spesa, l’italiano vede nell’enogastronomia l’opportunità di entrare in contatto con il territorio, da approcciare possibilmente con offerte miste piuttosto che monotematiche; utilizza il web nelle diverse fasi di organizzazione del viaggio,dalla ricerca di informazioni alla prenotazione, ma tende anche ad affidarsi a intermediari più spesso degli altri tipi di viaggiatori.

Non è certamente un caso che anche le istituzioni abbiano capito l’importanza della componente enogastronomica nel settore del turismo italiano. Il 2018 è stato proclamato l’anno del cibo italiano nel mondo sia dal Mipaaf che dal Mibact mentre sono stati avviati progetti a sostegno delle imprese specializzate in turismo enogastronomico come il programma FactorYmpresa, che ha promosso la nascita di startup nel Food & Wine.

Tra dati e pronostici più che positivi, ora non resta altro che vedere in che modo gli operatori sapranno cogliere l’occasione che gli si presenta, in uno scenario in cui la competizione darà sicuramente una forte spinta verso l’innalzamento della qualità generale dell’offerta.