Turismo di superficie vs turismo di profondità: come fare la differenza diventando Operatore di Turismo Esperienziale

Il settore turistico è in continua e costante espansione, considerato strategico per lo sviluppo economico e la valorizzazione di territori e professionalità, sta innescando processi di intenso consumo delle destinazioni, di stravolgimenti sociali, di snaturamento culturale.

Il fenomeno dell’overtourism ne è un esempio lampante. Per contrastare questa situazione si è affermata negli ultimi anni una nuova tendenza: quella del turismo esperienziale. Sempre più diffuso sia all’estero che in Italia, sta diventando il terreno sul quale le destinazioni si contendono i flussi turistici. 

Da una parte il turista di livello medio alto, sia culturalmente che economicamente, cerca proposte originali, uniche, fuori dalla massa ed emozionanti, dall’altra i vari paesi, le destinazioni turistiche e gli operatori del settore hanno capito che è necessario differenziarsi e offrire qualità e professionalità.

La partita si gioca tra turismo di superficie e turismo di profondità.

Turismo di superficie e turismo di profondità

Cerchiamo di capire meglio cosa sono e cosa rappresentano questi 2 tipi di turismo. E’ abbastanza scontato che siano uno agli antipodi dell’altro ma vediamo il perché.

Turismo di superficie

Il turismo di superficie è un turismo che spesso entra in contatto solo con gli aspetti più stereotipati e standard di una destinazione, ne sfiora la cultura, le tradizioni, le particolarità, entra poco in contatto con i locals, non scopre e non impara, non distingue l’artigianato autentico dai souvenir industriali, guarda e ascolta come davanti ad un film dove tutto è filtrato dallo schermo e si è comodamente seduti in poltrona. E’ un pò come la visione da un drone, si ha una visone d’insieme ma non si vedono i dettagli. E’ spesso un turismo veloce e impacchettato che non da il tempo di provare emozioni profonde.

Turismo di profondità

Il turismo di profondità invece è un turismo che cerca di andare oltre la facciata, di scoprire e imparare, di confrontarsi con le comunità locali, di entrare nella cultura, nelle tradizioni, di favorire e promuovere l’artigianato locale autentico, ha bisogno di tempo ed è spesso autonomo. Cerca il contatto e le emozioni profonde, vuole fare esperienze e non visite guidate, vuole vivere i luoghi in prima persona non guardarli. Si apre al diverso da sé e si lascia coinvolgere, si mette in gioco. Non è più uno spettatore ma diventa protagonista.

 

Per schematizzare potremmo dire che le caratteristiche del turismo di superficie sono

  • Turismo di massa
  • Gruppi organizzati con pacchetti all inclusive
  • Interesse solo per le destinazioni e le attrazioni più conosciute
  • Nessuno stimolo a entrare in contatto con la cultura locale e le persone
  • Scarsa capacità di selezionare ciò che è autentico e tipico da ciò che non lo è
  • Scarsa propensione all’imprevisto, al fuori programma
  • Desiderio di rimanere sempre nella propria zona di comfort, “viaggio ma mi voglio sentire come a casa”
  • tornare a casa con foto, souvenir, racconti ma concluso il viaggio non è cambiato nulla
  • forte impatto sui territori e sulle comunità con scarsa sostenibilità

 

le caratteristiche del turismo di profondità sono

  • persone che viaggiano da soli o in piccoli gruppi
  • viaggi organizzati in autonomia o con l’aiuto di consulenti di viaggio
  • interesse per destinazioni minori, per attrazioni poco conosciute, per la scoperta del territorio e delle sue caratteristiche.
  • interesse per argomenti o tematiche specifiche che spingono al viaggio
  • Desiderio di conoscere e stringere rapporti con le comunità locali lasciandosi coinvolgere in attività di vita quotidiana
  • Grande attenzione all’artigianato, alla creatività locale e autentica, alla sostenibilità
  • Ricerca di esperienze originali e autentiche, inaspettate e coinvolgenti
  • Desiderio di scoprire e impare l’altro, l’altrove, il diverso da noi
  • tornare a casa con ricordi, emozioni, arricchiti e cambiati, magari con nuovi amici e nuove passioni
  • non stravolgere luoghi e comunità ma anzi contribuire a mantenerli vivi e autentici

 

Il turismo di profondità e il turismo esperienziale

Se nel caso del turismo di superficie l’idea di base è percorrere molti km per vedere quante più cose è possibile, nel turismo di profondità si privilegia lo spazio emozionale, non importa quanti km faccio e quanti posti vedo, posso restare fermo in uno stesso luogo, o magari tornarci più volte, ma arricchire sempre di più il mio bagaglio di emozioni, esperienze, ricordi.

esame della vogalonga

 

Il turismo esperienziale: la professionalità fa la differenza

Il turismo esperienziale può attenuare le conseguenze negative del turismo di superficie e spingere gli operatori del settore sempre di più a differenziarsi e specializzarsi. Per fare questo però è necessario acquisire professionalità specifiche e offrire proposte che siano originali e uniche ma anche affidabili e sicure. 

 

Artès con la sua formazione per operatore di turismo esperienziale offre questa opportunità a tutti quelli che vogliono impegnarsi per promuovere un turismo di profondità, acquisire nuove competenze, differenziarsi, aumentare il valore delle proprie attività.

Attraverso il modello delle Storie da Vivere insieme, Artès insegna a costruire proposte di valore che ingaggiano i turisti in attività legate ai luoghi e alle tradizioni, alle persone e alle passioni, in un gioco coinvolgente che li rende protagonisti di storie uniche e indimenticabili.

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