Turismo Esperienziale Pisa

Pisa, il turismo esperienziale per non restare all’ombra della torre

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Pisa Turismo = Torre pendente.

Ci sono luoghi che sono indissolubilmente legati a dei simboli. Sono località o città in cui è presente un monumento o un’attrazione che sono così famosi, rispetto a tutto il resto, da divenire nell’immaginario collettivo l’emblema di quella destinazione. Questi simboli diventano l’attrazione turistica principale e a volte l’unica che motiva la visita.

Dici Pisa e subito vengono in mente la torre pendente e le migliaia di turisti intenti a farsi fotografare in pose bizzarre ai piedi del celebre monumento. A Pisa il turismo gira tutto intorno alla torre.

Ridurre la città toscana a questo, però, significa non renderle giustizia. Certo, la torre c’è ed è difficile “evitarla” ma per scoprire la vera essenza di Pisa occorre andare oltre.

Parlate con un pisano doc e tutti vi diranno che le vere bellezze di Pisa sono oscurate dalla lunga ombra della sua torre e dal turismo che attira. Non è necessario spostarsi molto lontano dall’edificio pendente per ammirare tesori unici, basta spingersi un po’ più in là, verso l’Arno e le sue sponde, e si apre un mondo fatto di stradine strette, negozi dalle insegne antiche, tramonti struggenti e capolavori di street art.

Il turismo a Pisa è fatto anche di eventi

Il 16 giugno la Luminaria di San Ranieri. Festa che si ripete ogni anno in onore del patrono della città. Evento molto sentito dalla popolazione dove per una notte tutta Pisa si veste di luci: ben 100mila lumini, che posti su dei telai in legno, chiamati biancheria, profilano il disegno architettonico dei palazzi e delle chiese che affacciano sui lungarni.

Il Pisa Book Festival, il salone nazionale del libro dedicato alle case editrici indipendenti italiane che, dal 9 all’11 novembre, coinvolgerà diverse zone della città e vedrà alternarsi sul palco autori italiani e internazionali.

Negli anni passati, e ci si augura si ripeterà anche nel 2019, Il Welcome to Pisa Festival ha avuto il grande merito di portare della nuova street art a Pisa incentivando lo sviluppo dell’arte urbana. Una serie di interventi permanenti sulle pareti esterne di scuole e altri edifici pubblici e privati nel quartiere di Porta a Mare, tradizionale porta di accesso alla città toscana in direzione del litorale.

La rassegna, organizzata dall’associazione START – Open your eyes si è sviluppata su venti murales, realizzati proprio nella città che nel 1989 Keith Haring volle omaggiare con l’ultima opera che realizzò prima della sua morte.

Un museo a cielo aperto in costante dialogo con l’arte e le architetture del presente e del passato.

Il turismo a Pisa è anche street art

Nel 1989 di passaggio a Pisa, Keith Haring lascia alla città una straordinaria opera d’arte: è il murales Tuttomondo, dipinto sulla facciata posteriore del convento dei frati “Servi di Maria” della chiesa di S. Antonio.

La chiesa si trova a pochi metri dalla stazione, in un contesto urbano in cui l’artista sapeva esprimersi al meglio.

Pochi mesi dopo Haring sarebbe morto e questo murales è una delle sue ultime opere. L’idea gli era venuta a New York dopo l’incontro casuale con uno studente pisano con cui aveva parlato di pace nel mondo.

Considerato un inno alla vita e alla felicità, occupa una superficie di 180 mq, i personaggi che animano il murales sono 30, incastrati come in un puzzle, ed ognuno rappresenta un aspetto di un mondo in pace. Haring usò colori tenui, come forma di rispetto per la bellezza di Pisa. Ci lavorò per una settimana, con la precisa intenzione di rendere l’opera permanente, infatti usò i colori realizzati appositamente dagli artigiani della Caparol Center, tempere acriliche che potessero mantenere intatta la qualità dei colori per molto tempo. Dopo 20 anni Tuttomondo è ancora lì. Anche le opere di K, chiamato Exit-Enter, sono realizzate in tantissimi angoli della città, in particolare in via Pasquale Paoli. Si riconoscono perché in tutte c’è rappresentato un omino filiforme che rincorre cuori e palloncini: impossibile non lasciarsi conquistare da questo barlume di bellezza, in bilico tra sogno e realtà.

Turismo esperienziale a Pisa con Artés

Francesca Andruetto è una pisana doc, esperta di cinema, della sua amata città e della sua gastronomia aveva cominciato a proporre dei tour esperienziali per proporre un turismo diverso a Pisa. Un giorno però si è resa conto che entusiasmo e passione non bastavano e aveva bisogno di specializzazione e professionalità. Così ha trovato Artès, è scattata la scintilla e ha partecipato ad un corso di formazione per operatore di turismo esperienziale, si è innamorata del progetto e ha creato la sua storia.

Da subito Francesca ha notato la grande differenza tra un’esperienza improvvisata che punta solo ad attrarre il turista senza fare troppo attenzione a problematiche,leggi e contesto e un’esperienza Artés che invece punta a valorizzare il territorio con tutte le sue specifiche e a trasformarlo in un palcoscenico dove i turisti diventano protagonisti di una storia. Per lei, laureata in cinema musica e teatro, non c’è nulla di più bello ed emozionante. Attraverso la sua storia Francesca propone agli stranieri ciò che lei vorrebbe vedere di Pisa.

UNCONVENTIONAL Pisa for Foodies

L’esperienza nasce dalla passione di Francesca per il cibo e il cinema. Un connubio originale che ha come obiettivo mostrare tutto quello che si può fare e vedere a Pisa come se la torre non esistesse. Francesca ti porta fuori dal turismo di massa condividendo con i partecipanti non solo luoghi sconosciuti e nascosti ma le persone che fanno parte della sua vita e della sua quotidianità.

Con l’associazione Cinematografica pisana “Corte Tripoli”, che lavora da oltre 20 anni sul territorio, Francesca coinvolge i partecipanti nella realizzazione di un cortometraggio e di una mappa legati alle suggestioni enogastronomiche della città per valorizzare Pisa al di là della torre.

Ci si incontra al Keith Art Shop Caffè di fronte al famoso murale che ha valorizzato una zona molto degradata di Pisa e di cui i pisani si sono riappropriati con entusiasmo.

Da lì si parte per un percorso attraverso il centro storico.

– Il Giardino Scotto luogo di ritrovo degli studenti che si incontrano per studiare e fare piccole feste, d’estate diventa un cinema all’aperto e ci sono spettacoli di varia natura. Un luogo dei pisani da sempre.

– Fuori dal traffico cittadino si passa sotto le antiche mura di Pisa e il tour prosegue in un giardino fuori dal tempo con alberi da frutto stagionali dove d’estate le piante di capperi adornano le antiche mura, qui Francesca illustra le ricette a base di capperi tipiche della cucina locale.

– Si giunge da Friscu famoso caseificio in pieno centro città dove si può imparare come si fa il formaggio con il buon latte proveniente dalle campagne pisane.

– Attraversando antichi borghi si arriva ai Bagni di Nerone, luogo quasi sconosciuto al turismo pisano. Qui si trova un pastificio artigianale che prepara tutti i giorni pasta fresca realizzata a mano che si potrà degustare condita da salse tipiche toscane insieme ai pisani che qui fanno la loro pausa pranzo proprio di fronte agli antichi bagni di Nerone.

Alla fine della storia di Francesca i video e la mappa realizzati dai partecipanti dimostreranno come Pisa può essere davvero non convenzionale, e fare turismo a Pisa può essere un’esperienza indimenticabile anche senza visitare la torre.

La più grande soddisfazione di Francesca è che chi partecipa alla sua storia spesso non ha più nessuna voglia di visitare la torre. Pisa è uscita dall’ombra della sua torre, i turisti conserveranno lo stupore di aver vissuto un giorno da veri pisani e di aver avuto l’occasione di vivere emozioni e incontri unici e irripetibili.