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La formazione Artès per distinguersi

Artès ha sempre puntato sulla formazione e progettazione di prodotti esperienziali di qualità, innovativi e memorabili. Il disciplinare Storyliving Experience™ è stato ideato per offrire la possibilità di distinguersi e intercettare nuove fette di mercato, per alzare il livello della propria offerta. In questo periodo distinguersi può diventare la mossa vincente per superare la terribile crisi che stiamo vivendo.

La formazione Artès per distinguersi e superare la crisi

Mettersi in gioco per rinnovare la propria figura professionale, adattarsi alle nuove esigenze del mercato turistico, prepararsi ad accogliere i clienti migliori, creare aggregazione e stimolare il territorio per distinguersi. La formazione Artès e la progettazione di prodotti Storyliving Experience™ sono una buona occasione in un momento in cui ci dobbiamo preparare almeno per il 2021 ad un turismo italiano e di prossimità.

Come accedere alla formazione Artès

Per accedere alla formazione Artès ci sono varie possibilità. Prima di tutto seguire le date dei nostri corsi dove spesso si trovano promozioni interessanti.

Sappiamo però che in un momento di crisi è sempre difficile decidere di investire anche pochi euro ed è per questo che promuoviamo e stimoliamo associazioni, consorzi, raggruppamenti territoriale, istituzioni ad utilizzare i finanziamenti disponibili con bandi europei, regionali e fondi interprofessionali. I finanziamenti a disposizione sono tanti e bisogna sapere presentare progetti adeguati. Artès si propone in questo caso come partner operativo che supporta le presentazione del progetto.

La possibilità di attivare corsi finanziati è oggi più che mai importante per supportare tutti gli operatori turistici in forte sofferenza. Offrire la possibilità di formazione, professionalizzazione e relazione crea ottimismo per il futuro, apre nuove possibilità per distinguersi.

Formazione Artès Una guida turistica ci racconta 

formazione artèsDonatella Benvenuti  è una guida turistica di Genova abilitata da 25 anni. Ha cominciato a lavorare subito perchè in quel periodo Genova con l’apertura del porto antico, dell’acquario e un marketing territoriale mirato era molto richiesta. Ha lavorato per enti pubblici e agenzie di viaggi che fornivano guide alle navi da crociera.

Il percorso di Donatella

La sua esperienza nel settore turistico non si limita alla guida turistica, fa la receptionist  di un circolo golf e l’interprete di lingua tedesca per il porto di Genova.

Per motivi personali si allontana da Genova mantenendo però sempre un forte legame. In seguito 18 anni fa va a vivere a Carrara dove ricomincia a lavorare come guida nella zona dello spezzino in Liguria. Il lavoro di guida è per lei una grande passione, dice “non si fa la guida ma si è guida turistica” si tratta di un lavoro che è un tutt’uno con la propria personalità. Un lavoro legato più al cuore che alla testa. Nel tempo le sue visite diventano sempre meno nozionistiche e più legate alle emozioni, allo spirito dei luoghi e i racconti. Sente l’esigenza di modificare il proprio modo di lavorare e interagire con i clienti ma ancora non le è chiaro come. Ritiene che in alcuni casi l’ambiente delle guide turistiche sia molto chiuso ed esclusivista, con un forte gerarchia che non aiuta a sviluppare e far evolvere la professione.

La crisi cambia tutto

Poi arriva il Covid ed il lavoro che andava molto bene si ferma del tutto. Ci si guarda intorno, ci si interroga e poi un giorno casualmente conosce Artès. Una collega che ha un’agenzia di viaggi ha deciso di fare un webinar su turismo esperienziale a cui ha invitato Maurizio testa CEO Di Artès, la invita e Donatella incuriosita partecipa e scopre il turismo esperienziale professionale.

Ci dice “ conoscevo il turismo esperienziale ma non bene e lo declinavo in modo poco scientifico e occasionale”.

La scoperta di Artès e del turismo esperienziale professionale

Dopo questo webinar Donatella si mette in discussione, si rende conto che lavorava in modo molto egocentrico. C’è l’occasione di partecipare ad un corso base finanziata dalla regione Toscana e Donatella ne approfitta subito. Il corso è in modalità on line sicuramente non ideale per sviluppare la condivisione e la relazione, soprattutto per lei che viene da l’era analogica, le manca il contatto dal vivo. Riesce comunque a creare collaborazione con i compagni di corso con cui sviluppa un confronto ricco ed interessante alimentato dalle diversità e dalle aspettative di ognuno.

Donatella ci dice “Lavorare con il metodo Artès mi ha dato la possibilità di pormi in una nuova prospettiva meno egocentrica e autoreferenziale ma come guida di un’esperienza corale di cui io sono parte integrante”.

Aspettative e prospettive

Donatella è pienamente cosciente che il mercato del turismo sta cambiando in maniera esponenziale e rapida. Passato il covid non si torna indietro, il turismo ripartirà ma con modalità molto diverse. Si cercherà prima di tutto la relazione perché quello che ci sta impoverendo è la mancanza del contatto umano.

I nostri concorrenti diretti non saranno più le guida di un’altra città o di un altro paese, quindi anche l’abilitazione territoriale sarà superata, il vero competitor sarà la tecnologia che porterà via una fetta di mercato nel target medio basso. Per questo motivo la grande carta da giocare è la specializzazione. Ognuno dovrà seguire un tema legato alla propria passione e alle proprie esperienze in modo da intercettare un target sensibile e medio alto. Bisogna puntare nei prossimi anni su mercati specifici e di nicchia come la terza età, il kidsfrienfly, LGTB, ecc proponendo prodotti su misura. Per il 2021 invece concentrarsi sul turismo di prossimità che troppo spesso non viene considerato.

Dopo la formazione continua l’esperienza nel mondo Artès

formazione artès per distinguersi

Dal corso appena concluso Donatella spera di aver acquisito proprio quella specializzazione per gestire il turismo esperienziale in modo scientifico e rigoroso. Sviluppare la collaborazione dei territori che ha volte è molto debole e creare condivisione anche all’interno del settore delle guide troppo spesse fortemente competitive. Ci confessa che il corso l’ha aiutata anche a rileggere se stessa e capire meglio il suo ruolo e le sue aspettative. La affascina l’idea di creare un prodotto ed entrare in JoynPlayce che considera un vero unicum che ha solo Artès. Il club di prodotto le sembra un progetto avvincente e in divenire quindi particolarmente stimolante. Lavorare in gruppo per valorizzare luoghi e persone magari mettendo a disposizione le sue competenze è la nuova sfida che parte già domani

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