guida turistica e visita guidata

Guida Turistica, quale scenario,il mercato si allarga o si restringe ?

Con questo articolo vorremmo condividere qualche riflessione sulla situazione della professione della Guida Turistica. Quali prospettive dopo due anni di pandemia che probabilmente hanno azzerato il mercato della maggior parte delle guide turistiche. Con un 2022 che probabilmente vedrà le città d’arte ancora in sofferenza rispetto al turismo straniero. Il 2023, anno della presunta ripartenza, nasconde forse qualche sorpresa? La paura del contagio fa prevedere un turismo di piccoli gruppi. Ricerca di località meno affollate, un turismo più lento, più attento alle relazioni e sempre più esperienziale.Mettiamo tutto insieme e vediamo quali potrebbero essere le implicazioni per la professione di Guida Turistica ripartendo dalla definizione che ne dà la Università Di Torino.

La Professione di Guida Turistica

La Guida Turistica è chi per professione accompagna persone singole o gruppi nelle visite ad opere d’arte, musei, gallerie, scavi archeologici, illustrandone le caratteristiche storiche, artistiche, monumentali, paesaggistiche e naturali.

Guida turistica e Pandemia
Guida turistica e Pandemia

Può inoltre presentare attività culturali, folcloristiche, di spettacolo o altre iniziative attinenti al tempo libero.
Fornisce il servizio in lingua italiana e in almeno una delle quattro lingue straniere principali (inglese, francese, spagnolo e tedesco).

Questa definizione mette in evidenza il punto centrale ed esclusivo della attività della guida turistica e fa intuire, anche se in modo piuttosto generico, le infinite altre potenzialità dove la guida può operare.

Un piccolo excursus storico sulla professione di Guida Turistica

Anticamente la legge italiana prevedeva che la guida fosse abilitata a livello provinciale con uno specifico esame. Se voleva operare in altra provincia doveva sostenere un ulteriore esame. La legge è poi cambiata, la guida turistica abilitata in Italia attualmente può esercitare su tutto il territorio nazionale. Inoltre la Comunità Europea ha liberalizzato la figura della guida turistica con la famosa legge Bolkestein, tanto odiata dalle guide italiane perchè, approvata nel 2006 e recepita nel 2010, di fatto crea i presupposti per liberalizzare il lavoro delle guide straniere che possono venire in Italia ad accompagnare i gruppi ed esercitare la professione togliendo lavoro alle guide nazionali.
A fronte del tumulto che ne è seguito da parte delle 25.000 guide italiane il governo ha poi cercato di mettere un piccolo rimedio con il decreto ministeriale dell’11 dicembre 2015 in cui si creano i presupposti affinchè in certi e particolari siti turistici italiani si debba comunque avere una specifica e ulteriore abilitazione per poter esercitare la professione di guida turistica.

Sta di fatto che chi ha dovuto studiare e ottenere faticosamente un patentino per poter esercitare questa professione guadagnando un minimo margine di esclusività locale, si sente ora defraudato di un diritto che pensava fosse acquisito. A suo avviso colpa delle potenti lobby Europee e del fenomeno dell’abusivismo.

Il fenomeno dell’abusivismo

In questi ultimi 10 anni la domanda di servizi turistici è molto cambiata, in assenza di nuove normative ufficiali sono dilagate infinite formule abusive che spesso sono andate a sovrapporsi andando ad erodere la spendibilità della figura della guida turistica. Si pensi per esempio ai “free tour guidati” dove una guida senza licenza porta gratuitamente in giro i turisti nelle città d’arte ottenendo alla fine una mancia più o meno “spintanea”. Nel frattempo, pur con un ritardo decennale rispetto ad altre nazioni, anche in Italia si è diffuso il fenomeno del turismo esperienziale portato avanti in modo burrascoso, improvvisato e quasi sempre abusivo da orde di cosiddetti “local friends”, “Buddy”, “Ambassador locali” ecc. giovani ragazzi che per pochi euro portano in giro per le città il turista con la promessa di vivere in modo più immersivo un’autentica e genuina cultura locale.
Alcune OTA hanno probabilmente alimentato questo disservizio, perchè in alcuni casi non esiste alcuna barriera di ingresso alla commercializzazione di servizi “illegali”. È sufficiente inserire un titolo, un itinerario ben scritto e qualche bella foto e in 5 minuti sei sul mercato.
Stiamo parlando di un problema che ha un certo spessore e la cui soluzione non è facile nè scontata. A fronte di questa situazione, il governo ha procrastinato negli anni la revisione ufficiale delle professioni turistiche lasciando invariato il numero di professionisti attorno alla torta che però è diventata più piccola se si parla di mercato della “visita guidata”. Sta di fatto fatto che da almeno 10 anni non vengono più fatti concorsi per nuove guide turistiche, Un problema per le nuove generazioni, un “cadeau” alle guide già autorizzate per tentare di calmare le turbolenze del settore.

Guida Turistica: Rigidità o adattamento al cambiamento ?

Al di là degli aspetti di conservazione della spendibilità della professione con o senza gli aiuti del governo, non si può non prendere atto della realtà. Il concetto di turismo sta cambiando in modo radicale, perché sono infinite e diverse le esigenze del turista moderno. Il mercato delle classiche visite guidate continuerà a ridursi in quantità e in valore se, come sembra, il servizio sarà sempre più banalizzato. Fiumi di turisti “check list” nelle nostre città d’arte cercano percorsi veloci e spesso di basso livello culturale. I repeaters spariscono dalle città più frequentate.

Operatore turismo esperienziale a Venezia
Operatore turismo esperienziale a Venezia

Cercare di preservare il valore della professione, mettendosi sui bastioni di un diritto che si pensa di aver acquisito? Inseguire gli abusi con minacce corporative? C’è il rischio di fare autogol e alimentare una fonte di ulteriore frustrazione tra quella parte delle guide turistiche che pensano che nulla debba cambiare. Per fortuna una maggior parte, ha il coraggio di prendere atto della realtà e cercare di guardare più lontano. Perché, che si debba evolvere per non morire, è una verità che esiste dall’inizio del mondo. In un’economia di mercato è vitale la nostra capacità di adeguarci alla domanda di mercato e trovare nuove formule di competitività. Per le guide questo significa continuare ad adattare il proprio bagaglio professionale investendo tempo, denaro, energie, passioni. Evolvere la propria professione su rotte nuove, che probabilmente non erano neanche tracciate al momento in cui avevano guadagnato la tanto agognata licenza.

Guida Turistica: specializzarsi per non morire

Se la guida turistica vuole allargare il proprio raggio di azione dovrà collezionare una sommatoria di competenze addizionali. Per esempio chi ha la passione per la natura potrà prenderà la qualifica di guida ambientale ed escursionistica, o guida bike o mountain bike. Chi è appassionato di enogastronomia si diplomerà come sommelier, oppure assaggiatore Onav o Onaf, o prenderà i necessari attestati per poter gestire in proprio lezioni di cucina o per gestire safari fotografici o per specializzarsi come guida turistica nel settore religioso ecc.

La Guida Turistica e il turismo esperienziale professionale

Viaggio nel tempo per Foodies a Milano

Il turismo esperienziale è di per sé una formula pervasiva. Tocca in modo olistico gli infiniti tematismi di ogni territorio. Il turista “esperienziale” rifugge dalla visita guidata tradizionale, qualche volta rifiuta a priori l’intervento di un professionista come la guida turistica temendo di perdere quel contatto autentico e genuino con le persone e le cose del posto (Genius Loci) secondo lo slogan “live like a Local”.

Operare nel turismo esperienziale non è un lavoro per tutti. Si deve poter dimostrare di avere i necessari titoli. Come prerequisito bisogna anche essere ben equipaggiati con dei soft skills reali e di impatto. Per esempio empatia, sorriso, capacità di ascolto, attitudine a mettere insieme le persone. Nella tipica visita guidata è previsto che la guida turistica parli, illustri e spieghi per la maggior parte del suo tempo, erogando con sapienza il proprio sapere in funzione anche degli interessi dei turisti. Questo fattore si ribalta in un’animazione esperienziale. Il group leader, persona solare accogliente ed empatica, conduce e parla piuttosto poco, sa ascoltare. Svolge una attività più simile al coach che alla guida, quasi diventando un mediatore culturale che connette il turista esperienziale con le persone e con la cultura del posto.

Per imparare a muoversi nel turismo esperienziale la guida turistica può procedere con il “fai da te” inventando con buon senso un proprio modo di operare. Oppure decide di specializzarsi seguendo dei corsi professionalizzanti.

L’Intervento del Governo

La novità del 2021 è che le montagne iniziano a spostarsi. Il Governo ha fatto un piccolo ma importante passo in avanti nel processo di adeguamento delle professioni turistiche. Il Decreto 10/6/2021 pubblicato del ministero per la Coesione in GU n. 179 del 28/7/2021 è un primo atto concreto verso la diffusione della professione di Operatore per il Turismo esperienziale®. Viene infatti assegnata una prima dotazione di due milioni di euro per migliorare le capacità professionali di 400 operatori del settore. In questa prima sperimentazione il bando è rivolto alle sole 8 regioni del Sud Italia.

Sommelier e turismo esperienziale

L’allegato 1 al decreto specifica chi avrà diritto a candidarsi ai percorsi formativi.
Le regioni dovranno accertare “una professionalità nel settore turistico e in particolare nelle mansioni a stretto contatto con i turisti quali ad esempio: Guide turistiche, Guide Ambientali, Bike, Fluviali ecc., Accompagnatori turistici, Esperti dotati di accreditamento sui vari tematismi che fanno riferimento al genius loci (es. Onav, Onaf, artisti, archeologi, restauratori, artigiani, cuochi, chef, sommelier, Yogi, fotografi, ecc.), Addetti all’incoming ed all’accoglienza nelle strutture ricettive, dell’intermediazione, dei trasporti e dei servizi per il turista.

L’intervento del governo sottolinea che il turismo esperienziale è un turismo “olistico” ovvero un turismo che tocca gli infiniti tematismi di un territorio. Per questo motivo si capisce bene che tale professionalità non può essere esercitata in esclusiva da un solo tipo di operatore turistico o esperto tematico.

Al tempo stesso la legge 4/2013 tutela le professioni preesistenti alla specializzazione di Operatore di Turismo Esperienziale®. Per esempio se non sei guida turistica non puoi svolgere l’attività che è esclusiva della guida turistica, così come la guida turistica per esempio non può esercitare il ruolo di sommelier o di cuoco o di fotografo nel contesto di un palinsesto esperienziale professionale se già non ha i titoli per queste ulteriori professioni.
Così, se un palinsesto esperienziale prevede elementi di visita guidata riguardante opere d’arte, musei, gallerie, scavi archeologici e l’Operatore di Turismo Esperienziale® iscritto ad ASSOTES non dispone della licenza di guida turistica, la legge gli impone di includere nel suo tour anche una Guida Turistica, analogamente per l’attività di guida ambientale, guida bike ecc. Le professioni vanno protette.
La professione di Operatore di Turismo Esperienziale® oltre ad avere una sua dettagliata descrizione metodologica grazie al disciplinare, è quindi pienamente regolamentata. Lo stato attribuisce la responsabilità all’associazione ASSOTES che, a norma di legge (4/2013), se ne deve fare garante Ad esempio la legge prevede che l’associazione professionale gestisca uno specifico “sportello del cittadino” per eventuali lamentele o segnalazione di abusi.

La specializzazione professionale come Operatore di Turismo Esperienziale®

Formazione Operatori per il Turismo Esperienziale
Formazione Operatori per il Turismo Esperienziale

La figura dell’Operatore di Turismo Esperienziale® nasce nel 2015 con il primo corso organizzato nell’ambito del Progetto Artès. Si tratta di una figura professionale che sa creare, organizzare ed erogare un prodotto turistico esperienziale sofisticato e innovativo realizzato secondo il disciplinare Storyliving Experience™ di Artès. Un rigoroso binario metodologico che fornisce un toolbox completo di ingredienti e caratteristiche. Un framework disegnato per rendere il group leader capace di amplificare le emozioni di quel turista che desidera essere protagonista di un’immersione memorabile, unica e irripetibile. Parole che sembrano uno slogan di marketing, ma che in realtà nascondono delle tecniche specifiche che il professionista deve dimostrare di aver appreso e di saper mettere in opera.

L’Associazione Professionale ASSOTES

Nel marzo del 2016, nell’ambito del Progetto Artès, nasce ASSOTES associazione professionale degli Operatori per il Turismo Esperienziale®. Accreditata dal Ministero dello Sviluppo Economico come ente autorizzato a rilasciare l’attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati dai suoi soci secondo la legge 4/2013.
ASSOTES è, ad oggi, l’unica associazione professionale focalizzata sul mercato del turismo esperienziale e l’unica autorizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico ad amministrare il registro professionale degli Operatori di Turismo Esperienziale®

ASSOTES Associazione Professionale Operatori per il Turismo Esperienziale
ASSOTES Associazione Professionale Operatori per il Turismo Esperienziale

Per Iscriversi al registro professionale di ASSOTES è necessario superare un esame suddiviso in due parti. La prima parte è tecnico pratica. Contempla la presentazione e la validazione di un prodotto di turismo esperienziale sulla base del sistema Storyliving Experience™. La seconda parte richiede che il prodotto sia pubblicamente commercializzato da un tour operator con cui il candidato ha sottoscritto un contratto di collaborazione.

Entrare in ASSOTES è impegnativo. Si tratta di una specializzazione di alto livello che richiede studio, impegno, investimento. È necessario dare concreta evidenza di aver acquisito, ovvero di saper utilizzare il metodo professionale Storyliving Experience™. Così come, per diventare Chef di alto livello per esempio, non è sufficiente saper cucinare.

Dal primo corso del Febbraio 2015 ad oggi più di 650 persone hanno partecipato ad oltre 60 sessioni del corso introduttivo organizzato da Artès. Di queste un 20% ha avuto il coraggio e la perseveranza per mettersi in gioco nel percorso completo, a maglie strette, che porta alla iscrizione nel registro di ASSOTES.

Allargare il proprio mercato come Operatore di Turismo Esperienziale®

Palinsesto Milano Città dei baci
Fotografia e Turismo Esperienziale

Partiamo da un fatto, ovvero che più del 50% degli iscritti ad ASSOTES sono guide turistiche. Si tratta di Professionisti seri, impegnati attivamente sul mercato e sul territorio. Persone che hanno completato il faticoso iter di accreditamento per potersi posizionare sul mercato in modo più autorevole e quindi allargare in modo professionale la loro “torta”, ovvero il loro mercato target.

Dal nostro osservatorio possiamo dire che la guida turistica è certamente la figura professionale probabilmente più pronta per questa specializzazione dell’Operatore di Turismo Esperienziale®. Conosce il territorio, conosce le persone, sa gestire i gruppi di turisti, parla le lingue, conosce tutta la base storica, artistica, culturale del territorio, e spesso ha altre passioni da condividere. Sa quindi estrarre della ottima “materia prima” ed è predisposta alla progettazione di animazioni partendo dalla propria competenza di costruzione di itinerari.

Quali Vantaggi?

(a) Difesa della professione rispetto a soggetti esterni al proprio territorio

È molto difficile se non impossibile per un operatore turistico esterno al territorio andare a “scalzare” i contenuti governati da un Operatore per il Turismo Esperienziale®. Una guida europea potrà anche parlare di Michelangelo a Firenze, ma non sarà mai in grado di entrare nella trama delle relazioni locali nel modo così intimo e dettagliato tipico di un Operatore di Turismo Esperienziale®.

(b) Prodotti turistici difficilmente copiabili

La complessità del disciplinare Storyliving Experience™ consente di alzare l’asticella del prodotto turistico rendendo molto difficile la possibilità di realizzare delle copie andando a rafforzare il concetto di prodotto “unico e irripetibile” sia in chi lo compera o intermedia sia in chi lo vive.

(c) La specializzazione ti riposiziona sul mercato

Potrai garantire al mercato competenze addizionali, riconosciute e quindi giocare un carta di distinzione rispetto al sottobosco di abusività e improvvisazione a basso prezzo.
Avrai quindi l’autorevolezza per rivolgerti al tuo mercato abituale, ma anche per cercare nuovi sbocchi nei mercati di più alto valore motivati al turismo esperienziale.
Potrai diventare un soggetto strategico per il territorio nella filiera sempre più complessa del turismo moderno.

(d) Un bravo Operatore di turismo Esperienziale® può proporsi per creare e organizzare palinsesti esperienziali per terzi.

Nell’era del viaggio per motivazione questa competenza può diventare strategica. Per esempio per le Agenzie di incoming, le DMC, per l’immenso mondo dell’accoglienza, per i produttori locali e il mondo agroalimentare ecc.

Conclusione

Italian Spritz Masterclass

Allora, in conclusione, il mercato si allarga o si restringe ?
Nessuno e tanto meno noi abbiamo la possibilità di garantire il futuro ma, dopo quanto abbiamo scritto, la risposta sintetica che pensiamo di poter dare alla domanda sembra essere la seguente:

• Per la guida turistica che dimostra un atteggiamento imprenditoriale e capacità di connessione sui tre livelli della rete, territorio, regione, Italia, il futuro sembra ricco di opportunità. Se non altro perché su questi temi in Italia siamo ancora all’inizio

• Viceversa per chi cercherà di arroccarsi sui bastioni delle posizioni acquisite, prevediamo un progressivo isolamento, povertà e ancor più grande mal di fegato. Con il rischio di conflitti inconcludenti e dolorosi colpi di coda che non faranno bene al nostro settore turistico.

Il tema del cambiamento è un argomento centrale nel mondo odierno. Il punto non è il cambiamento in sé che esiste da che mondo è mondo. Il punto è che il cambiamento in atto è un fenomeno in accelerazione, cioè le cose cambiano sempre più velocemente. Questo fenomeno destabilizza gli esseri umani in particolare quelli abituati a procedere da soli contando solo sulle proprie forze.

Anche per questo è nato il Progetto Artès, un progetto di rete e di collaborazione. Ci sentiamo ben rappresentati dal famoso proverbio africano “Vuoi andare veloce? Muoviti da solo, Vuoi andare lontano? Muoviti in gruppo!”.

Per i lettori appassionati e curiosi di approfondire il tema del cambiamento nel business (indipendentemente dal tipo di business) lasciamo i riferimenti a due libretti. Troverete due intriganti metafore di facile e immediata lettura scritte da due autorevoli guru del cambiamento.

Chi ha spostato il mio formaggio ?

Il nostro iceberg si sta sciogliendo