Cos’hanno in comune marketing territoriale e turismo esperienziale?

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La promozione del territorio può trovare un alleato nel turismo esperienziale?

La creazione di una strategia di marketing territoriale nasce e evolve ruotando intorno ad un obiettivo specifico e unico: la promozione del territorio, del suo patrimonio culturale, storico e sociale.

Quando la promozione del territorio non può esimersi dall’andare di pari passo con le persone che lo compongono, il marketing della singola struttura ricettiva, del singolo tour operator, della singola agenzia di viaggi, della singola guida turistica non è più sufficiente: è necessario creare un piano integrato in cui tutte le forze che fanno parte del territorio si uniscono per dare un soffio di innovazione alla valorizzazione del territorio stesso.

Se da una parte Regioni e operatori dovrebbero lavorare congiuntamente per la promozione e valorizzazione del territorio, creando dei piani di marketing territoriale integrati, anche i singoli operatori hanno tutte le carte per creare un’innovazione travolgente nel modo di presentare la destinazione turistica. Come? Infondendo nuova linfa alla propria offerta di prodotti turistici dando vita a aspetti peculiari del territorio, della sua storia e dei suoi personaggi, passati, presenti o futuri, in altri parole, attraverso una componente esperienziale.

Turismo esperienziale: dal territorio al viaggiatore

L’offerta turistica può e deve essere memorabile e unica nella mente del turista – viaggiatore a cui la si propone. In che modo? Grazie alla creazione di un prodotto da vendere che non sia semplicemente tale ma che sia concepito come un’esperienza da vivere.

Se ormai il concetto di turismo esperienziale è stato quasi “sfruttato impunemente” dal punto di vista di marketing, gli operatori possono e devono ancora puntare a creare un’offerta che si dica realmente esperienziale e farlo è più semplice di quanto si pensi: è sufficiente partire dal territorio per arrivare a toccare le corde del nuovo viaggiatore. Ben descrive lo scenario in cui si muovono gli operatori di oggi Josep Ejarque:

“Siamo davanti al turista 7i: informato, impaziente, infedele, innovatore, illuso, internetizzato e soprattutto intossicato da migliaia di proposte ed offerte.”

In un contesto in cui il viaggiatore si rende più esigente e digitale, in cui bastano pochi secondi sul sito per decidere se continuare l’acquisto o meno, in cui gli stimoli sono eccessivi e attrarre la sua attenzione diventa una sfida reale, è proprio qui che la destinazione può fare il salto di qualità e passare da stereotipo a mito da vivere, in cui si ricerca non più la semplice visita passiva ma l’esperienza di una visita attiva.

La creazione del prodotto turistico quindi sposta il suo focus dall’offerta alla domanda, dando ampio spazio al cliente, ponendo al centro il viaggiatore che vuole vivere una storia sulla propria pelle, la storia di un territorio, che diventa il palcoscenico, e delle persone che la popolano, i personaggi della storia tutta da raccontare.

Puntare sull’unicità dell’esperienza: dove marketing territoriale incontra il turismo

Ed ecco che il turismo esperienziale incontra il marketing territoriale. Il territorio, le sue persone, le sue ricchezze, il suo patrimonio culturale, sociale e storico diventano gli elementi fondanti della storia da raccontare. Il marketing territoriale cerca di abbattere il mostro della globalizzazione del prodotto turistico, puntando sul territorio come elemento distintivo in grado di produrre effetti positivi e economicamente rilevanti per i soggetti coinvolti, ossia per i personaggi che popolano la storia, gli unici che possono rendere l’esperienza turistica davvero preziosa e irripetibile e per questo ancora più esclusiva.

La destinazione diventa così non più soltanto la meta ma un vero e proprio palcoscenico in cui il viaggiatore può vivere l’esperienza che gli si presenta, una forma unica di vivere la destinazione stessa, per fare esperienza della vita in modo innovativo e intrigante e indissolubilmente legato al territorio.

“Il valore aggiunto del turismo esperienziale è il forte elemento emozionale che ha un impatto sul ricordo ” – dice bene Rita Covello del progetto Artès, che aggiunge “un’esperienza turistica ben progettata può persino arrivare alla trasformazione della persona, contribuendo ad arricchirne la personalità, è coinvolgente ed è inaspettata da un certo punto di vista, ma anche fortemente desiderata”.

Il progetto Artès: dove il territorio incontra il turismo esperienziale

Gli elementi che rendono unica la destinazione turistica sono proprio quelli che la rendono il luogo migliore per svelare il suo potenziale agli occhi del turista viaggiatore.

Per aiutare gli operatori a capire come mostrare quest potenziale della propria terra, sperimentare con l’innovazione del prodotto turistico e cambiare il punto di vista da quello dell’offerta a quello della domanda, nasce il progetto Artès.

Artès punta, infatti, a sviluppare delle forme di turismo innovative con l’obiettivo di rilanciare il sistema turistico italiano partendo “dal basso”, ossia aiutando i singoli operatori a svecchiare l’offerta turistica attuale realizzando un prodotto che è una vera e propria “Storia da vivere insieme”. Le Storie di Artès si presentano quali pacchetti turistici ad alto valore di promozione territoriale e che fa della relazione con il turista – viaggiatore il cardine della modalità della prestazione del servizio, garantendo così un altissimo livello di unicità e qualità del prodotto realizzato.

Concludiamo con un esempio di unione tra marketing territoriale e turismo esperienziale che prende vita nella meravigliosa Toscana e direttamente realizzato nell’ambito del progetto Artès, con la storia dei cavalieri che liberarono la Val D’Orcia dai briganti, un’offerta di turismo esperienziale che fa della storia della Val d’Orcia e dei suoi protagonisti l’elemento distintivo per narrare le vicende di queste terre e farle vivere anche al visitatore in prima persona.

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