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3 esempi curiosi di turismo enogastronomico esperienziale che ti faranno gola

pubblicato in: Turismo enogastronomico | 0

Quest’anno si sta avviando alla conclusione, lasciandosi alle spalle un 2018 quale anno del cibo italiano nel mondo ma anche come anno del boom dell’interesse dei viaggiatori e della gente locale nei confronti delle esperienze legate al turismo enogastronomico.

Le esperienze legate al mondo dell’enogastronomia non sono soltanto una chicca che regala al nostro Belpaese la sua meritata posizione nelle classifiche delle imperdibili destinazioni: sono un nostro elemento differenziante su cui gli operatori possono e devono indulgere per far emergere il vero cuore del territorio che vogliono promuovere.

E se anche ogni regione, ogni provincia e spesso anche ogni paesino ha la sua versione delle ricette, sono tre le caratteristiche che non dovrebbero mancare mai in un’attività legata al turismo enogastronomico: convivialità, sensorialità e originalità.

Mangiare e bere sono un vero e proprio atto culturale e sociale, un modo semplice di condividere un momento insieme, per vivere la destinazione in modo unico con persone che non sono più soltanto viaggiatori, ma veri e propri ospiti. Che si tratti di un viaggio di piacere o di lavoro, le attività legate al turismo enogastronomico non possono esimersi dall’infondere un senso di immersione del viaggiatore – ospite nell’universo sensoriale creato da quello specifico e unico piatto o quel delicato vino.

Abbiamo già notato come il ruolo delle esperienze stia prendendo sempre più piede nelle decisioni di acquisto e prenotazione dei viaggi, fino a diventare l’esperienza stessa la motivazione primaria alla prenotazione e alla partenza; e sia in Italia che all’estero e le esperienze enogastronomiche non sono da meno.

Vediamo ora 3 esempi curiosi di turismo enogastronomico concepiti come prodotti esperienziali, che ti faranno venir voglia di crearne uno anche tu per promuovere le meraviglie che la tua regione, la tua città hanno da offrire ai palati.

   1. I love nocciola Italiana: gusto e professionalità

Irma è direttrice dell’Associazione Nazionale Città della Nocciola, assaggiatrice ufficiale e la più grande esperta italiana di questo meraviglioso frutto secco. I love nocciola Italiana è l’esperienza interamente dedicata ai tutti coloro che desiderano riscoprire la nocciola attraverso un vero e proprio Master esclusivo che viene riservato ai “nocciogolosi” che vogliono rivivere e promuovere la nocciola italiana nel mondo. I partecipanti potranno accedere al laboratorio, vivere direttamente cosa significa analizzare il gusto di questo frutto, utilizzarlo in cucina, abbinarlo con il vino giusto: un connubio tra formazione professionale e esperienza enogastronomica, per un’esperienza a metà tra il turismo enogastronomico e la professionalizzazione dell’esperienza stessa.

   2. Il gorgonzola e la Marchesa Busca Serbelloni: invitiamo i gourmand

Nella storia che gli ospiti si apprestano a vivere, Cristina è Ginevra, la governante della marchesa Busca Serbelloni Visconti, che le ordina di invitare i Gourmand delle corti europee più famose per assaggiare una prelibatezza finora nascosta dal popolo: il gorgonzola.
Gli ospiti si trasformano nei convitati al banchetto, giudici della novità gastronomica che presto spopolerà oltre la regione del milanese, in un incontro tra palato e storia italiana, reso unico dal contesto originale e ineguagliabile, che eleva gli ospiti a gourmand e li rende partecipi di un mondo ormai scomparso.

   3. Reportage sui Magredi: tra giornalismo e turismo

I Magredi sono una zona rurale in Friuli Venezia Giulia in cui si nasconde una chicca tutta particolare: gli asparagi dell’azienda del Zotto. Gli ospiti di quest’esperienza impersonificano i giornalisti chiamati a fare un reportage sulla vita rurale friulana e sui suoi tipici frutti di stagione, a vedere dal vivo e a partecipare alla coltivazione e alla raccolta degli ortaggi, a cucinarli e, infine, a degustarli per poter fare un reportage con i fiocchi. Gli ospiti – giornalisti potranno anche condividere le proprie scoperte sui social, riempendo il gap che spesso si crea tra la vita rurale e i doni della terra e la digitalizzazione moderna.

Come si può notare da questi esempi, il turismo enogastronomico può e deve acquistare una marcia in più grazie al punto di vista esperienziale con cui gli operatori hanno organizzato l’attività. Non si tratta soltanto di una degustazione, ma di una vera e propria storia attraverso luoghi, tempi e sapori da creare e vivere insieme agli ospiti, che fa dell’elemento enogastronomico il punto centrale attorno cui ruota la giornata ma dove i reali protagonisti di un’esperienza unica e irripetibile sono gli ospiti stessi.

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