Il turismo strizza l’occhio al connubio sport e natura

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di Rita Covello

Chi non ricorderà le adrenaliniche pubblicità Sector No limits dove Patrick de Gayardon si lanciava con il paracadute in caduta libera sullo sfondo di panorami mozzafiato o Manolo arrampicava falesie verticali di inquietante bellezza a mani nudi e senza sicura? Immagini che hanno fatto storia e anche scuola, che ci hanno fatto emozionare, spaventare, esaltare e per alcuni sono state fonte di ispirazione.

Senza arrivare a questi estremi negli ultimi anni il connubio sport e natura ha segnato una continua crescita diventando un nuovo settore del turismo: il turismo sportivo.

Oggi con turismo sportivo, in realtà, si intendono tutti i viaggi in cui l’attività sportiva acquisisce “centralità” nel corso della vacanza, scegliendo la località di destinazione per partecipare, attivamente o passivamente, ad eventi ricreativi o competizioni sportive. Quindi sia chi parte per correre una maratona sia chi va in trasferta per assistere ad una partita della squadra del cuore. Questo tipo di turismo ha acquisito negli anni sempre maggior peso nell’economia turistica sia dei territori sia degli operatori. Basti pensare ai grandi interessi che girano intorno agli eventi sportivi e la conseguente smania ad ospitarli. Non poche città o interi paesi hanno cambiato il loro destino turistico grazie ad un evento sportivo, giusto per fare un esempio Valencia con l’America’s Cup o il Qatar con il motomondiale e i mondiali di calcio del 2022.

Tralasciando l’aspetto più commerciale e venale del turismo sportivo, concentriamoci su quello legato alla passione, al benessere psico-fisico e al contatto con la natura in vero spirito decoubertiano.

 

Lo sport vissuto da protagonisti e non da spettatori.

Anche qui ci sono 2 distinte categorie: gli sportivi competitivi che, appassionati praticanti di uno sport, girano per partecipare alle gare e vi uniscono la scoperta del territorio e delle sue caratteristiche; gli sportivi amatoriali che fanno sport per piacere, per benessere o anche come pretesto per visitare luoghi ed essere a contatto con la natura. Entrambe queste categorie cercano emozioni, autenticità, contatto diretto con il territorio e i suoi abitanti, in poche parole esperienze indimenticabili.

Una vittoria avrà un ricordo più dolce se associata a un buon cibo locale e di un trekking rimarrà il ricordo degli aneddoti dei luoghi incontrati più che la fatica se accompagnato da una guida locale.

Tra gli obiettivi del turismo sportivo naturalistico c’è quello di rompere con la vacanza convenzionale e favorire un modo di viaggiare più consapevole, attento e responsabile.

Ed ecco che si apre un mondo di esperienze da vivere e da proporre che rappresentano una significativa opportunità e risorsa per tutta l’Italia. Coniugare l’attività all’aria aperta e il contatto con la natura con la riscoperta e la valorizzazione dei territori e delle tradizioni.

Una destinazione che si propone anche per la possibilità di svolgere attività sportivo-motoria di gradimento offre un “rinforzo” alla motivazione principale che spinge alla scelta dei luoghi di soggiorno. Non c’è angolo d’Italia da nord a sud che non sia in grado di offrire questo connubio ed intercettare questa importante porzione di mercato. Panorami mozzafiato, borghi medievali, siti archeologici, cammini antichi, grotte naturali, foreste incontaminate, montagne e falesie, fiumi e cascate, coste e spiagge, folklore e cucina tipica sono gli ingredienti per proporre itinerari naturalistici da percorrere a piedi, a cavallo, in bicicletta, in barca e anche a dorso di mulo, Kayak, rafting, escursioni fluviali, tiro con l’arco, ciclovie, trekking, escursionismo, ciaspolate, maratone e anche sport estremi in un’impareggiabile palestra a cielo aperto.

Per fare ciò è necessaria una stretta collaborazione tra enti locali, organizzazioni sportive e operatori del turismo ma anche la creazione di una nuova figura professionale che unisca una passione sportiva con la conoscenza del territorio e le competenze turistiche. Che sia in grado di offrire al turista-sportivo la possibilità di vivere un’esperienza di totale immersione nelle risorse naturali, culturali ed enogastronomiche locali.

Esperienze No limits non solo sportive.