Intervista a Giuliana Masutti, come coniugare natura e ruralità con le Storie Artès

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Il viaggio è movimento, scoperta, incontro. È conoscere, assaporare la vita e la realtà del posto, la gente, le sue abitudini.  A volte anche un viaggio di lavoro ci fa scoprire nuove realtà, nuove persone ed è proprio durante uno di questi viaggi, questa volta in Friuli Venezia Giulia, che il team Artès ha conosciuto Giuliana Masutti, perita agraria, libera professionista e manager di rete.

 

Buongiorno Giuliana, puoi parlarci un po’ di te e presentarti? Chi è Giuliana Masutti?

Da molti anni opero nell’agroalimentare del Friuli Venezia Giulia per e con le imprese del territorio. Ho lavorato e collaborato con varie organizzazioni pubbliche e private ed oggi, grazie alle competenze e conoscenze acquisite su tutta la filiera agroalimentare, dalla produzione della materia prima, alla sua trasformazione, fino alla promozione e vendita del prodotto finale, creo relazioni per lo sviluppo di filiere e reti intersettoriali che favoriscano la valorizzazione delle produzioni di qualità e la creazione di nuovi prodotti  o servizi in un’ottica di sostenibilità economica ed ambientale dell’attività agricola.

Organizzo inoltre incontri conviviali/divulgativi in collaborazione con produttori locali per parlare di cibi e di come sono ottenuti, per farli “sentire” attraverso la degustazione e per contribuire ad una maggior consapevolezza al consumo.


Come hai conosciuto il progetto Artès?

Su internet, tramite il sito web del progetto. Non ricordo bene come ci sono arrivata, è stato un “incontro casuale”. Mi sono incuriosita ed ho scritto subito una mail al dott. Testa, suo ideatore, per chiedere maggiori informazioni.


Cosa ti ha colpito nel turismo esperienziale professionale Made in Artès?

Mi ha colpito la sua completezza perché il progetto si sviluppa su tutta la filiera, dal coinvolgimento di risorse umane del territorio, alla loro formazione, per arrivare fino alla costruzione del prodotto commerciale ed alla sua promozione e vendita.  È quindi un progetto che a mio avviso può produrre grandi risultati proprio per la sua visione d’insieme. Credo poi di aver percepito un’anima cioè una spinta motivazionale ed un entusiasmo che trae origine dall’interesse delle persone che ne fanno parte a dare voce e forza ad uno stesso ideale.

 

Sentivi la mancanza di una tale realtà?

Non posso rispondere in modo affermativo perché prima di incontrare questo progetto non avevo più di tanto capito le potenzialità e non avevo ancora approfondito la tematica del turismo esperienziale. Devo dire che Artès mi ha permesso di aprire una finestra su un mondo nuovo e di intravederne un suo sviluppo anche nel settore in cui opero.

 

Come si possono coniugare natura e ruralità con il turismo esperienziale?

Credo che le possibilità di creare esperienze turistiche nel mondo rurale ed agricolo siano infinite. Tanto per fare qualche esempio il turista può vivere l’esperienza di partecipazione ad una pratica agricola (es. semina, coltivazione, fienagione, raccolta, ecc.), di trasformazione della materia prima (es. caseificazione, panificazione, vinificazione, ecc.), ma anche di utilizzo del prodotto nella cucina locale. Ogni esperienza può quindi rientrare in contesti, storia e tradizioni specifiche della singola zona e permettere al turista un’immersione nella natura ed indirettamente nei suoi ritmi anche attraverso stagionalità e territorialità dei cibi.


Perché il turismo esperienziale può essere una forte leva di promozione del territorio?

Perché ogni territorio ha qualcosa da raccontare e può offrire al turista diverse esperienze e perché c’è un grande bisogno di ritrovare il valore delle relazioni a cui indubbiamente questo tipo di turismo può contribuire. Non si tratta quindi solo di costruire un prodotto turistico funzionale ad una richiesta di mercato, ma di innescare un circuito nuovo di cui il territorio stesso ha necessità.

 

E perché proprio in Friuli Venezia Giulia?

Perché il Friuli Venezia Giulia è la regione dei tanti territori, diversi tra loro dal punto di vista ambientale, naturalistico, storico, agroalimentare, ecc.. In Friuli Venezia Giulia si viene per l’enogastronomia (chi non conosce i vini di questa regione?), per visitare i suoi borghi storici (Venzone, Valvasone, Cordovado, Spilimbergo, Pofabbro, e tanti altri,) per il mare e la laguna, la montagna e le città d’arte (Trieste, Pordenone, Udine, Gorizia). In Friuli Venezia Giulia il turista può quindi vivere esperienze uniche in contesti totalmente diversi tra di loro spostandosi solo di pochi chilometri. E’ una regione Slow, da scoprire ed assaporare lentamente. Ha quindi tutte le caratteristiche per far diventare il turismo esperienziale uno degli aspetti di maggior richiamo della sua offerta turistica.