Nuovi trend: il futuro è del turismo esperienziale

Nuovi trend: il futuro è del turismo esperienziale

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di Rita Covello

Il turismo non è più “cosa mi offri” ma “come mi fai sentire”: ora a l centro c’è la persona. Non è un caso se oggi il fattore umano, fatto di persone con le loro usanze e abitudini, attrae più turisti dei monumenti e delle bellezze naturali. Il 33% degli europei chiede di essere protagonista e non più solo spettatore. C’è una nuova frontiera del turismo dove la parola “esperienza” sta modificando l’approccio al viaggio. Un modello che ha fatto nascere startup in tutto il mondo, Italia inclusa, creando una nuova fetta di mercato che si definisce “esperienziale”. In questo tipo di vacanze il turista impara qualcosa, allarga i propri orizzonti, torna a casa non soltanto con le foto ma con il ricordo e le emozioni di un’esperienza ed un bagaglio culturale arricchito. Tra tours culturali, esperienze gastronomiche, attività naturalistiche o sportive, scoperta delle proprie radici, laboratori artigianali, si viaggia per apprendere, immergersi in momenti di vita quotidiana e partecipare ad attività.

 

La maledizione di Cunizza da Romano Photo: Anna Karnutsch
La maledizione di Cunizza da Romano
Photo: Anna Karnutsch

È l’evoluzione del concetto di lusso non più basato su beni esclusivi e materiali ma sul benessere relazionale. Il viaggio è un’esperienza fatta di incontri e conoscenze, di condivisione di passioni.
Il valore aggiunto del turismo esperienziale è il forte elemento emozionale che ha un impatto sul ricordo.
Un’esperienza turistica memorabile è toccante, rende felici e suscita una forte emozione, ma occorre sempre tenere presente che l’esperienza è una percezione del tutto personale. Un’esperienza turistica ben progettata può persino arrivare alla trasformazione della persona, contribuendo ad arricchirne la personalità, è coinvolgente ed è inaspettata da un certo punto di vista, ma anche fortemente desiderata (maurizio goetz)
Sono molti gli operatori turistici che hanno visto in questa nuova nicchia di mercato un vantaggio competitivo per emergere dall’esasperata guerra dei prezzi e oggi il turismo esperienziale è senza dubbio il trend del momento. Il web trabocca di proposte che promettono di attirare grandi flussi di clienti sulla base di un’offerta personalizzata e memorabile.

 

La maledizione di Cunizza da Romano Photo: Anna Karnutsch
La maledizione di Cunizza da Romano
Photo: Anna Karnutsch

Tutto viene presentato come una ”esperienza turistica” e la parola “esperienza” è diventata uno slogan obbligatorio per qualunque proposta anche se troppo spesso di esperienziale ha poco o nulla. La trasformazione è avvenuta solo in termini di comunicazione e non nella sostanza. In pratica si è modificata la confezione ma non il prodotto. In alcuni casi vengono riunite e vendute esperienze raccolte da singoli operatori  più o meno professionali, appassionati o artigiani prestati al mondo del turismo senza alcuna coerenza o originalità.

A questo punto la domanda sorge spontanea: come districarsi in questa selva, come riconoscere i prodotti esperienziali da quelli che ne portano solo l’etichetta? La questione non riguarda solo i turisti ma anche gli operatori italiani e stranieri che vogliono proporre un turismo esperienziale di qualità e di sostanza.
Cerchiamo di capire meglio cosa vuol dire esperienza e quali sono le finalità del turismo esperienziale.

Tra le definizioni date alla parola Esperienza troviamo la seguente:

Palinsesto Milano Città dei baciogni singolo atto o avvenimento, occasionale o deliberatamente cercato, al quale si è partecipato e dal quale si è ricavata una conoscenza, una modificazione di comportamento, di sensibilità ecc.
si tratta quindi di un evento vissuto in prima persona che produce un effetto sui nostri sensi e lascia un segno nel nostro vissuto. L’esperienza può essere positiva o negativa ma resta comunque qualcosa che non dimenticheremo. Il turismo esperienziale vuole proporre attività immersive che siano memorabili e uniche ma che possano anche influire con modalità sostenibili e responsabili alla valorizzazione del territorio. L’esperienza quindi non sarà vissuta solo da chi la fruisce ma anche da chi la eroga.

 

 

Al cliente dobbiamo offrire:

unicità: la sua esperienza poteva avvenire solo in quel luogo,

autenticità: le persone che incontrerà e le attività che sperimenterà sono legate alle tradizioni e al territorio

intrattenimento: raccontare coinvolgendo e trasformando in gioco l’esperienza che si vive

coinvolgimento: il cliente è protagonista, sperimenta e impara

 

 

Agli operatori che vogliono vendere turismo esperienziale dobbiamo assicurare:

Professionalità: ci vogliono attitudine, competenze specifiche, continua formazione e contatto con il territorio per offrire un prodotto di qualità

Format omogeneo: è necessario proporre un prodotto basato su una costruzione omogenea, un format che lo contraddistingua indipendentemente dalle tematiche e dal territorio dove il prodotto è realizzato

Originalità: il mercato richiede prodotti sempre nuovi e di forte identità con possibilità di personalizzazione

Per ottenere tutto questo occorre comprendere le passioni e le tradizioni alla base della cultura turistica del territorio e degli operatori. Facendo leva sulle “passioni” dei viaggiatori, definire nuove tematiche sulle quali realizzare offerte altamente differenziate mirate a soddisfare i clienti e meravigliarli. Per fare ciò occorre essere creativi, l’obiettivo finale è progettare esperienze che stupiscano i clienti in maniera favorevole con situazioni fuori dall’ordinario, che incontrino i loro gusti specifici. Un cliente positivamente sorpreso dall’esperienza vissuta sarà il migliore testimonial con il passaparola. E’ necessario quindi un lavoro molto accurato di progettazione dell’esperienza turistica.