Donne con la valigia: quando a viaggiare sono proprio loro

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di Rita Covello

Quando circa due anni fa l’editore Mauro Morellini mi propose di scrivere una guida su Napoli al femminile, per alcune settimane mi chiesi cosa avrei dovuto e voluto scrivere.

Da una parte, cosa le lettrici e i lettori si sarebbero aspettati da una guida del genere e dall’altra, come io avrei voluto affrontare l’argomento del turismo al femminile senza cadere in banali distinzioni tra uomini e donne.


Ho cominciato a ricordare e ripercorrere i miei viaggi: la scelta della destinazione, l’organizzazione, la preparazione, le aspettative, il viaggio in sé, le emozioni e le esperienze che ho riportato a casa, le persone con cui ho viaggiato e ho capito che viaggiare al femminile non è una questione di genere ma uno stato d’animo.


Il turismo al femminile è sempre più diffuso e in crescita costante, perché le donne hanno soldi, vivono più a lungo, sono espansive e curiose a qualunque età.

Donne che viaggiano in piccoli gruppi di amiche o con altre donne con cui condividono interessi, donne che viaggiano da sole per assaporare una totale libertà e superare i propri limiti ma anche donne che viaggiano per lavoro o da sole con i figli. Per ognuna di loro consigli e indicazioni sono differenti e sia nel web che in libreria si trovano un gran numero di pubblicazioni con informazioni di tutti i tipi da quelli sulla sicurezza e come minimizzare i rischi a quelli più divertenti, ma altrettanto utili, su dove trovare un bagno (www.sitorsquat.com o triptoilet o toiletfinder).

Sul web impazzano blogger viaggiatrici e blogzine (blog associato ad un magazine) curati da donne completamente dedicati all’altra metà del cielo che viaggia. Sono pieni di consigli, idee, aneddoti, testimonianze, suggerimenti utili e futili, insomma pieni di vita.


Perché non importa se per un week end o per un anno, se vicino o lontano, se da sole o in compagnia, per noi donne il viaggiare è sempre magia.


Ed è forse proprio questa la differenza, non si tratta di genere ma di approccio.


Gli uomini hanno sempre viaggiato: per scoprire nuove terre, per andare in guerra, per colonizzare, per commerciare, per trattare, per dipingere, per scrivere. Ulisse, Cesare, Cristoforo Colombo, Marco Polo, Napoleone, Goethe, persino Neil Armstrong quando ha messo piede sulla Luna erano tutti spinti da un obiettivo, uno scopo. Con l’inizio dei Grand Tour nell’Ottocento il viaggio si è trasformato anche in vacanza e così tra gli obiettivi si sono aggiunti  il relax e lo svago. Qui sono entrate in gioco le donne. Perché sappiamo bene che sono sempre state le donne a decidere le vacanze di famiglia, a selezionare luoghi e servizi che assicurassero quiete e divertimento ai propri cari. Il marito pagava, la moglie decideva. Poi per fortuna i tempi sono cambiati, le donne sono diventate economicamente autonome e indipendenti e hanno cominciato a viaggiare per il puro piacere del viaggio, senza avere per forza uno scopo.

Come scriveva il grande De Andrè   Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare.


Un viaggio al femminile è fatto di anima, cuore e mente, di particolari, di sensazioni; è un caleidoscopio di tessere che si combinano ogni volta in modo diverso. Una donna non ha uno suo stile di viaggio ma viaggia in base alle stagioni della vita, allo stato d’animo, spinta dalla gioia o dalla disperazione, dalla ricerca, dal semplice desiderio di sentire odori e gusti diversi, di sentirsi diversa.

Autonomia, indipendenza, sensibilità, grinta, empatia, ispirazione, curiosità, spensieratezza, entusiasmo, coraggio, esperienze, sono elementi dei viaggi al femminile; esplorare, ascoltare, meravigliarsi, sorridere, ridere,condividere, affrontare le proprie paure, conoscere sé stessi, sono le formule magiche.

Le donne che viaggiano quindi non vogliono solo indicazioni sulla sicurezza, dove fare shopping o l’indirizzo di un hotel di charme ma uno sguardo femminile sulla destinazione che possa stimolare curiosità e fantasia, che gli faccia conoscere altre donne, che metta in risalto i dettagli e soprattutto che sia fuori dagli stereotipi.


Prima, durante e dopo il viaggio le donne amano comunicare e condividere e sono spesso molto più tecnologiche e social dei maschietti. Sono adattabile e flessibili e mediamente più disponibili a rinunciare alle comodità se questo è ripagato dalle emozioni. Stringono amicizia facilmente e fanno squadra anche se si conosco da poche ore. Donne che si conoscono da meno di un giorno sono pronte a condividere un letto, per molti uomini è impensabile anche con un amico di vecchia data.


Le donne viaggiano con i sensi gli uomini con i piedi e la testa.


Non bisogna quindi pensare al turismo al femminile come ad una nuova nicchia di mercato ma come ad un modo diverso di vedere e proporre il viaggio e il turismo.
A conti fatti piace molto anche agli uomini.